23.03.2021

APPELLO DEGLI ARTISTI DI TUTTA EUROPA ANCHE ALL’ITALIA: “URGENTE RICONOSCERE I DIRITTI SULLA MUSICA IN STREAMING, COME CHIEDE LA DIRETTIVA COPYRIGHT.”


Per l’Italia c’è Paolo Fresu tra i numerosi artisti firmatari una lettera indirizzata agli Stati Membri dell’Unione europea, in rappresentanza di decine di migliaia di cantanti, musicisti, interpreti ed esecutori di tutta Europa. Nella lettera gli artisti chiedono alle istituzioni di promuovere una corretta ed efficace attuazione della Direttiva copyright e, in particolare, dell’articolo 18, che garantisce agli artisti il diritto a una remunerazione adeguata e proporzionata per gli utilizzi streaming.

L’iniziativa è parte della campagna #Payperformers, in Italia sostenuta da ITSRIGHT, nata per supportare la richiesta di riconoscere agli artisti il diritto a ricevere i compensi dalle piattaforme on demand per la musica diffusa in streaming.

I  lavori per l’implementazione della Direttiva Europea da parte degli Stati Membri entrano nel vivo ora: nelle prossime settimane nel nostro Paese si approverà la Legge di Delegazione Europea, propedeutica al Decreto che implementerà la Direttiva Copyright. È dunque urgente intervenire in maniera incisiva seguendo le indicazioni dell’art. 18 della Direttiva, per attuare una riforma dell’attuale nostro sistema legislativo, ora totalmente inefficace nel tutelare gli artisti.
La lettera è stata inviata anche al Ministro Franceschini e al Sottosegretario Amendola che dovrebbero ora confrontarsi con gli artisti e le collecting per trovare la miglior soluzione per recepire in maniera corretta l’art. 18 della Direttiva.  

Nonostante i dati di mercato confermino in maniera unanime come lo streaming sia ormai la principale fonte di ricavo per l’industria musicale, ad oggi, la maggior parte di  musicisti, interpreti ed esecutori ricevono poco o nulla dagli utilizzi  on demand del loro repertorio. Per questo motivo gli artisti si appellano alle Istituzioni e chiedono una riforma più equa del mercato digitale. In linea con le indicazioni della Direttiva, la migliore soluzione indicata, nel concreto, dagli artisti è che gli Stati Membri implementino un diritto di remunerazione irrinunciabile e che a gestire questo diritto siano le loro stesse collecting così come avviene, con successo, da tempo in Spagna. Un modello vincente che può essere replicato in tutti gli Stati europei, anche in Italia, per rendere, finalmente, partecipi tutti gli artisti interpreti ed esecutori dei guadagni sulla loro musica diffusa online e contribuire, così,  realmente alla sostenibilità delle loro carriere.

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